Certo l'anno scorso senza un super pro come Phil Ivey e tutti gli altri coinvolti nello scandalo di
Full Tilt dopo il Black Friday del poker online Usa le World Series Of Poker 2011 avevano perso un po' di fascino ma non gli iscritti. Quest'anno con Ivey acquistano in fascino ma forse rischiano di perdere molti iscritti proprio per la crisi che attanaglia il poker americano che aspetta il ritorno nella sua veste legale e legalizzata ma che è attualmente fermo al palo. I primi eventi quindi hanno subito visto al tavolo Phil Ivey ma un calo, probabile, degli iscritti.
C'è chi ha raffrontato l'evento 2 del 2012 con il numero 8 del 2011 che aveva stessa struttura e stesso buy in. L'evento di quest'anno non ha raggiunto neanche il 50 per cento degli iscritti dell'anno scorso. In molti hanno giustificato l'avvio flop con il fatto che in tanti devono ancora atterrare a lAs Vegas. Fatto sta che il 'donkament', come è stato ribattezzato da alcuni bloggers il torneo dal buy in accessibile da 1,500 dollari, messo in apertura per pompare subito i numeri, al contrario non ha brillato. E la speranza è che la tesi dei più ottimisti sia esatta.
Consoliamoci con Phil Ivey che ha partecipato all'evento numero due e in molti gli hanno chiesto un'intervista, hanno cercato di strappargli qualche domanda. Nulla di fatto, Ivey non parla e già che sia lì è tanto, sembra dire lui stesso. Il Tiger Woods del poker che potrebbe accasarsi in quel dell'Isola di Man. Se PokerStars vuole comprare Full Tilt potrebbe proprio prendere Ivey come super testimonial per la rinascita del brand. Del resto è il preferito di tutti, forse più di Negreanu e di tanti altri campioni. E alla fine dalla storiaccia di Tiltware ne sta uscendo pulito. Insomma tutti aggrappati a Ivey.