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Lunedì 03 Agosto, da Cesare

Doyle Brunson, il settantenne veterano del poker e vincitore di ben 10 braccialetti WSOP, racconta nel suo blog - ospitato all’interno della poker room di sua proprietà, la Doyle’s Room - di come l’azione ai tavoli si sia ridotta ai minimi termini dopo la conclusione delle Wsop e di come tutto questo gli manchi . “Dopo aver giocato ogni giorno per sette settimane di fila, mi sentivo un leone. Ero davvero in un ottima forma. Adesso però, dopo tre giorni lontano dai tavoli, mi sento invece come se fossi finito sotto ad un camion.” scrive Brunson.

Addirittura secondo Doyle i giocatori di poker rischiano di diventare come i tossicodipendenti se già non lo sono “Forse siamo così assuefatti al gioco da sentire i sintomi di astinenza appena cessa l’azione ai tavoli”. Ma probabilmente la depressione di Doyle, ipotizzano i più maligni, dovrebbe essere dovuta alle ultime 3 mani giocate. Le perdite pare ammontinao a circa 2 milioni di dollari, chiudendo essenzialmente in pari dopo sette settimane di gioco serrato nelle partite più difficili del pianeta. “Se non sapete gestire gli alti e bassi, allora è meglio che lasciate perdere il mondo del poker” ha concluso lapidario dopo aver riferito della sua consistente perdita.

La Bobby’s Room è una sala esclusiva all’interno del Bellagio, il cui nome rende omaggio al giocatore professionista e campione delle World Series del 1978 Bobby Baldwin. Ospita le partite di poker con la più alta posta in gioco al mondo e la quota di partecipazione minima è di 20.000 dollari.

Frequentata dai migliori giocatori high stakes di tutte le specialità, è equipaggiata con due tavoli da poker con quattro monitor televisivi e sistema di diffusione musicale evoluto. Inoltre, contiene un dipinto originale di LeRoy Neiman che ritrae alcuni dei più famosi giocatori della storia del poker quali Chip Reese, il già citato Bobby Baldwin e proprio Doyle Brunson.