Poker Generation: la vita è come una partita di poker
Mercoledì 11 Aprile, da Antonella Sguera

Due fratelli opposti: il donnaiolo e aggressivo Tony (Andrea Montovoli) e l'introverso e timido Filo (Piero Cardano) della famiglia Candisi che si scontrano e si tritrovano attraverso il gioco del poker aiutando anche la sorellina malata. Una storia che sta già facendo discutere e che accenderà la curiosità dell'ampia poker community e del pubblico generalista che si troverà nelle sale dal 13 aprile un film curioso e da vedere come Poker Generation. Non è propriamente un film sul gioco del poker, ma una storia che ruota attorno al poker e attorno alla metafora che tanto piace al giovane regista padovano Gianluca Mingotto che esordisce alla regia con 'Poker Generation': “La vita è come una partita di poker”.
Banale forse ma sicuramente dalle mille sfaccettature. "Il poker e' ormai un fenomeno sociale e mondiale che conta quattro milioni di appassionati", ha assiscurato il produttore Fabrizio Crimi, che nella vita e' un imprenditore del gioco e Presidente Gaming VC Corporation Spa. L'idea della produzione è di far vedere come il poker possa essere un gioco democratico, uno sport come tutti gli altri, e non solo un gioco d'azzardo. “I players sono persone di tutti i tipi, si va dagli avvocati agli imbianchini, e sono stanchi di essere visti come una comunita' malata o di viziosi, quando vogliono semplicemente far emergere il lato buono di una passione”, spiegano attori e produttori del film.
Il messaggio da passare, però, potrebbe non essere chiarissimo: non a caso l'indomani della 'prima' romana ecco schizzare fuori associazioni di consumatori e anche il senatore Raffaele Lauro, sponda Pdl, che ha scritto immediatamente un'interrogazione urgente al Parlamento. Se non fosse per la pubblicità che aiuterà comunque il film, lo shuffle up and deal di Poker Generation rischia di non essere come ci si aspettava.