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Hold’em, pollice verso

Lunedì 13 Luglio, da Cesare

Il vero poker? Secondo Michele Limongi, player migliore tra gli italiani nell’evento H.O.R.S.E. delle World Series of Poker di Las Vegas non è di certo il Texas Hold'em, un gioco senza dubbio commerciale, alla portata di tutti. “Il vero gioco si sviluppa nell'Omaha, nel Seven Stud e nelle altre varianti.Ben vengano dunque, i nuovi giochi lanciati da alcune poker room”.

A parlare non è mica l'ultimo arrivato. Limongi ha centrato uno dei migliori risultati delle World Series of Poker di Las Vegas arrivando quarto, non senza una punta di rammarico, nell'evento da 3mila dollari di H.o.r.s.e., il gioco che raggruppa 5 varianti del poker e giudicato il più tecnico degli esistenti, vincendo 87mila dollari.

"Se in Italia vogliamo giocare il vero poker dobbiamo assolutamente studiare approfonditamente questi giochi che io amo e per i quali sono volato fino a Las Vegas - spiega Limongi - l'hold'em è una lotteria rispetto agli altri giochi. E' si un gioco in cui conta la tecnica e l'abilità ma queste caratteristiche aumentano fino a diventare preponderanti proprio nei giochi mixed".

Secondo Limongi "basta vedere i risultati dei tornei e capire che nei giochi stud sono sempre i soliti a raggiungere le prime posizioni mentre nell'hold'em, soprattutto nei tornei con tanti iscritti, vince spesso il giocatore in giornata di grazia e non i campioni".

Per questo si definiscono campioni solo quelli che mostrano una certa continuità di risultati. Nei giochi come Omaha e Seven Card Stud la componente della tecn ica e quella dell'abilità del player cresce notevolmente a scapito dell'aleatorietà tipica dei giochi di carte. "Il bluff ad esempio è molto limitato, anzi non ha senso e rischia di comprometterti la giocata - suggerisce Limongi - poi è chiaro che c'è sempre quel fattore di imprevedibilità anche se tutto è molto ridotto".