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Microgaming lascia l'Usa

Lunedì 07 Giugno, da Cesare

"Purtroppo a causa di circostanze al di fuori del nostro controllo, a partire dal 1 giugno 2010, il nostro sito non sarà più in grado di accettare scommesse da giocatori residenti negli Stati Uniti”. E' l'incipit di una mail che ha raggiunto molti players americani che giocano sulle room della piattaforma Microgaming, una delle più importanti al mondo e in Europa.

Sono i primi effetti reali dell'Uigea, la legge anti-gambling online varata da George Bush alla fine del 2006 quando era ancora presidente degli Stati Uniti d'America e che dal primo giugno è effettivamente entrata in vigore bloccando le transazioni dei cittadini americani verso i siti di gioco. Una misura restrittiva dalla portata mondiale e che coinvolgerà istitui bancari, poker room e centinaia di migliaia di semplici giocatori.

Una decisione secca, invece, quella di Microgaming che per motivi di policy aziendale non intende rischiare proprio nulla in tutta questa storia. Addirittura la piattaforma imponeva il cash out del saldo degli account dei players americani prima del 31 maggio 2010. Chi non ha fatto in tempo potrebbe avere problemi ma la legge non ha avuto un impatto così devastante e ci sarà un periodo di assestamento per non scatenare una rivolta popolare.

Ecco le motivazioni di Microgaming cui potrebbero seguire anche quelle di altre poker room che, in questi giorni, stanno valutando la situazione.
  • Con l'avvento dell'UIGEA al 1 giugno, Microgaming non si sente più sicura nel servire gioco agli americani.
  • Microgaming spera che, seppur allontanando i giocatori americani prima del termine sarà di buon augurio per cercare di cancellare gli effetti dell'Uigea in futuro.
  • Microgaming lascia una piccola partecipazione nel mercato statunitense