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I repubblicani contro il poker online

Martedì 04 Settembre, da Antonella Sguera

L'obiettivo sarebbe quello di proteggere le famiglie e i minori a rischio ma in pochi credono che sia davvero questa la motivazione che sta dietro al divieto assoluto di apertura al gioco online proposto dal partito Repubblicano per la prossima legislatura federale degli Stati Uniti d'America. Ma è quanto si legge nel programma elettorale del Partito, presentato subito dopo l’ufficializzazione della candidatura di Mitt Romney alle prossime presidenziali. Romney, di estrazione mormona, è di base contratrio alla pratica del gioco d'azzardo.

Figuriamoci alla versione online e mobile che arriva in tutte le case, in tutti i pc e anche telefonini e tablet della nostra epoca e nel nostro mondo. “Milioni di americani hanno un approccio patologico al gioco, che può distruggere le loro famiglie - si legge nel documento che Romney ovviamente caldeggia - è per questo che supportiamo la chiusura totale nei confronti del gioco online, contestando la recente apertura del Justice Department che ha consentito di rilasciare delle licenze per le scommesse sportive e il poker in versione telematica in alcuni Stati”. Come detto, però, sono in molti a non credere alle motivazioni candide e pulite dei repubblicani. Soprattutto per l'evidente legame che il candidato avversario del democratico Barack Obama ha con Sheldon Adelson.

Stiamo parlando del magnate che possiede il The Venetian di Las Vegas e di Macao oltre a tantissime altre sale da gioco e che sta progettando la costruzione di Eurovegas, la Sin City d'Europa che vorrebbe piazzare tra Barcellona e Madrid, comunque in Spagna. Nella sua visione distorta il gambling online rovinerebbe il mercato. Ovviamente rovinerebbe il suo, di mercato, e sono così giustificati i milioni di dollari piovuti per la campagna elettorale di Ronmey ch e, guarda caso, ha subito inserito un documento per l'abolizione del gioco e la sua costrizione nei casinò fisici. O qualcosa del genere. Ronmey marionetta di Adelson, quindi. E nel difendere gli interessi di minori e ludopati si fanno gli interessi dei casinò terrestri e basta senza pensare alla fuga di capitali e di mancato guadagno in tasse che l'America sta perdendo a forza di lasciar passare il tempo e di non regolamentare il gambling online.