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Il poker internazionale in crisi ma vola l'Italia

Martedì 21 Febbraio, da Antonella Sguera

Il poker internazionale cala ancora e, grazie ai dati di PokerScout, si registra una flessione del 3% in meno rispetto alla scorsa settimana. Anche i dati di sette giorni fa erano col segno 'meno' e si tratta di un segnale alquanto negativo visto che nel 2012 non si era mai verificata una cosa del genere oltre a lasciar intravedere una pericolosa tendenza per un settore che godeva di numeri di ben altro spessore.

Ovviamente a pesare sempre come un macigno e ad aver rivoluzionato tutto il settore, è stato il poker black friday che ha visto la chiusura delle tre principali room e anche di molti network che operavano indisturbati in America nonostante il presidente George W. Bush avesse varato alla fine del 2006 la famigerata Uigea che vietava le transazioni da e verso i siti di poker online con carta di credito o istituti di pagamento similari. Un crollo sempre costante visto che proprio nei primi mesi del 2012 sono state tante le poker room a decidere di rinunciare alla raccolta in Usa.

Ovviamente per timore di gravi ripercussioni e di perdere anche il treno per la legalizzazione del gioco online Usa. Everleaf Gaming Network per questa decisione ha perso circa il 16% dei suoi abituali giocatori. Ma a breve anche le restanti poker room sul mercato USA, Merge Gaming Network, Bodoge Cake Poker Network, dovranno uscire dal giro statunitense, facendo registrare ovviamente il calo del traffico del poker online. Assolutamente significativo, sia per testimoniare il crollo del poker mondiale, sia gli ottimi numeri di quello nazionale, la quinta posizione di PokerStars.it nelle prime dieci poker room al mondo e l'11esima piazza di People's Poker. Insomma, nonostante la liquidità raccolta in ambito nazionale, il mercato italiano ha davvero un successo pazzesco.