Solo il patron del The Venetian, Sheldon Adelson crede che la regolamentazione del poker online e del gaming online in generale possa creare un danno per i
casinò terrestri di Las Vegas e dell'America in generale. Adelson starebbe finanziando politici e lobbies per evitare che la legge sul poker venga varata nei prossimi mesi. Il rischio, secondo questo gruppo, sarebbe un calo del gioco fisico e il rischio di gioco minorile.
Chi ragiona a dovere, invece, e in vista della regolamentazione del gioco in Usa sta preparando solide basi per farsi trovare pronto sia a livello federale che si stato quando si potrà offrire il poker in queste modalità. L'accordo raggiunto in queste ore tra Dragonfish, la software house dell'888 Holdings Plc e Caesars EntertainmentCorp è destinato a spostare e sbilanciare gli equilibri del poker Usa quando verrà riaperto e ponendo i due brand in una posizione di grande vantaggio. 888 ha esteso il suo contratto di licenza del software autorizzato ora nel Regno Unito agli Stati Uniti grazie a questa partnership. La possibilità incredibile sarà quella di poter utilizzare moltissimi marchi di proprietà di Caesars che possiede i principali casinò di Las Vegas come il Caesar's Palace, Harrah's, Planet Hollywood, Rio, Paris, Flamingo, Bally's, Imperial Palace e tanti altri brand ancora.
Ma anche altre aziende stanno cavalcando la corsa degli Stati Uniti all'aumento del gettito fiscale e le potenzialità di uno sviluppo della regolamentazione del poker online. Come per esempio la trattativa tra MGM Resorts International e Boyd Gaming che ha svelato un piano di collaborazione con società di poker online del calibro di Bwin.party Digital Entertainment.