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Satelliti per il torneo da 1 milione di dollari

Venerdì 06 Aprile, da Cesare Antonini

Cambio di rotta al "The Big One for One Drop" il torneo di poker di beneficenza ideato da Guy la Liberté che si svolgerà durante le World Series of Poker, che ha comunicato in questi giorni l'alalrgamento della base partecipativa dei players. Sì perché, inizialmente, l’organizzazione aveva previsto una formula abbastanza restrittiva, visto il buy in (1 milione di dollari, di cui l’11% viene destinato a progetti umanitari) riservato solo alle tasche più capienti.

Si contavano probabilmente sulle dita di una mano i pro poker players e i filantropi in grado di versare tale somma di iscrizione ad un torneo, seppure di beneficenza, ma che vede comunque l'andrenalina schizzare forte nelle vene. Ora pare ci possa essere un piccolo cambio di rotta con il quale si vuole dare anche a chi non è milionario la possibilità di partecipare a quello che, probabilmente, sarà il torneo con il primo premio più ricco della storia del poker. Come? Semplice, come funziona per tutti i tornei di poker, dal più low cost a questo evento decisamente il più danaroso della storia. In giro per i casinò Usa e del Canada sono partiti dei "mini satelliti" (con prezzi decisamente popolari) che porteranno alla finale del 30 giugno a Las Vegas nella quale verranno assegnati diversi seat (uno ogni 40 partecipanti)per il Big One.

E così anche chi non ha un bankroll alla Negreanu, potrà mettersi in gioco per provare a vincere una prima moneta che potrebbe raggiungere i 18 milioni di dollari. Il fascino rimarrà tale e l'evento attrarrà i media di tutto il mondo e sarà bello vedere il peso delle chips e le reazioni dei partecipanti quando si giocheranno piatti o all in di milioni di euro.