Il Poker online in Italia
Proviamo un po’ a riassumere la situazione del mercato italiano del Poker online, e a vedere come PokerStars si colloca in questo scenario. Fino a pochi mesi fa il Poker online, così come molti altri tipi di gioco su Internet, dalle scommesse sportive ai siti di Casinò, risultava ufficialmente proibito secondo la normativa del Bel Paese. Il gioco d’azzardo, infatti, giocato a soldi veri, era considerato un campo regolamentato dalla legge nazionale, che sostanzialmente lo proibiva più o meno in tutte le sue forme.
Tuttavia i giocatori italiani spendevano ormai da lungo tempo soldi veri sia sulla sala internazionale di PokerStars, cioè PokerStars.com, sia su moltissimi altri siti di Poker, di scommesse sportive, di Casinò e di giochi in generale. Di conseguenza, per evitare che tutto questo fiume di soldi veri uscisse dall’Italia per andare verso operatori stranieri, il Governo italiano prima ha cercato di bloccare l’accesso Internet a tutti i siti, imponendo ai provider italiani di filtrare gli IP visualizzando una pagina di blocco marcata AAMS. Poi, visto che il blocco risultava praticamente impossibile, un po’ per volta sono stati autorizzati operatori a raccogliere gioco presso il pubblico italiano, e tra questi PokerStars, che può ora raccogliere soldi veri dei suoi giocatori e rimetterli in palio come vincite da ridistribuire.
L’idea di Pokerstars di aprire un portale per i giocatori italiani
Da alcuni mesi, infatti, PokerStars aveva aperto un suo portale italiano, PokerStars.it, abilitando i giocatori però soltanto alla modalità allenamento, senza soldi veri ma solo con soldi virtuali. Nel frattempo la sala da Poker online internazionale, PokerStars.com, non ha più accettato iscrizioni di giocatori residenti in Italia, che venivano invitati ad accedere alla sala PokerStars.it, in attesa che venisse attivata la modalità a soldi veri. I giocatori italiani hanno potuto dunque fruire di una sala da allenamento, anche se in realtà molti di loro hanno continuato a frequentare le sale .com, in un certo senso le sale “all’estero”, funzionanti a soldi veri sia per i tornei che per i tavoli a denaro reale, i ring games.
Il Poker nell’Unione Europea
Resta infatti un dubbio interpretativo sul fatto se i giocatori italiani possano o meno frequentare legalmente le sale registrate presso altri paesi della UE, anche se le direttive dell’Unione sembrerebbero andare in questa direzione: libera circolazioni di beni, persone e servizi tra i vari paesi UE. Secondo alcune interpretazioni, data la natura particolare delle transazioni economiche su Internet, dovrebbe essere consentito liberamente l’accesso ai navigatori italiani anche alle sale da Poker online extra UE, ma come sempre quando si tratta del Web le idee sono tutt’altro che chiare, e ognuno fa un po’ come crede e riesce.
Inaugurazione di PokerStars.it
Quel che è certo è che dalla fine di Febbraio 2009 la sala da Poker online PokerStars.it è ufficialmente autorizzata a organizzare tornei a soldi veri per i giocatori italiani. Già da alcuni mesi infatti il Poker online è stato ufficialmente classificato come gioco di abilità, e non gioco d’azzardo, come è giusto che sia. Sono state dunque rilasciate licenze per la raccolta di gioco a distanza, cioè su Internet, e PokerStars l’ha ottenuta attorno alla fine del 2008.
Ora si è concluso un periodo di sperimentazione, e PokerStars.it è autorizzata a cominciare sul serio. Per il momento le leggi italiane non consentono normali tavoli a denaro (cash games) ma solo tornei a soldi veri, sia pure con alcune limitazioni sul costo massimo per l’iscrizione. Ma il gioco ha inizio, e si può scommettere che data la grande esperienza e qualità del servizio offerto da PokerStars, anche la sezione italiana metterà a disposizione del pubblico un’opportunità di gioco di altissimo livello, che risulterà concorrenziale con tutte le sale italiane appena nate. Le stelle del Poker ci aspettano anche in Italia, su PokerStars.it.