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Texas Holdem: le Carte iniziali servite in apertura

Lunedì 25 Agosto, da Paolo De Lazzari

Table de pokerUna delle scelte fondamentali, in ogni possibile strategia di gioco per il Poker Texas Holdem, riguarda la decisioni su quali mani giocare e quali lasciare, in base alle due carte iniziali che ci vengono servite. C’è un detto, tra i giocatori, che afferma “si può vincere quali che siano le due carte iniziali”. Per quanto questo sia teoricamente vero, ebbene, non è vero abbastanza.

La giusta formulazione sarebbe: “Ogni mano di carte iniziali può vincere, ma gran parte delle mani non vincono abbastanza da giustificare il fatto di averle giocate.” Come in tutte le altre forme di Poker, è necessario che fissiamo delle condizioni iniziali minime, diciamo degli “standard di partenza”. I giocatori che non si danno questi limiti hanno la peggio spesso, anzi quasi sempre.

La posizione durante la mano influisce sulle scelte

Una delle espressioni classiche del settore immobiliare, nel valutare i pregi di una casa in vendita, dice che i tre fattori più importanti sono: “La posizione, la posizione e la posizione.” Anche nel poker Texas Holdem la nostra posizione al tavolo nel corso di una mano è fondamentale, tanto che alcune carte iniziali, che non si possono giocare con probabilità accettabili se si è tra i primi a parlare al tavolo, diventano carte con cui addirittura rilanciare se siamo gli ultimi del giro.

In un classico tavolo a 9 posti, le posizioni “iniziali”, includono quelle del giocatore di Buio, di quello di Controbuio e i due giocatori seguenti nel giro. I giocatori numero 5, 6 e 7 sono in posizioni “intermedie”, mentre i giocatori al posto 8, 9 (e se c’è ovviamente il 10) sono nelle posizioni “finali” della mano. L’ultimo, come è noto, è sempre il mazziere, cioè il giocatore che agisce dal “Bottone”.

Le combinazioni

Le combinazioni di due carte che ci possono venire servite in apertura di una mano sono letteralmente milioni, ma in realtà, poiché nel Poker Texas Holdem molte di esse hanno una forza sostanzialmente equivalente, si possono riassumere in 169 le diverse paia di carte inizilai che vale la pena di analizzare.

Questa riduzione è resa possibile dal fatto che, nella fase iniziale, quando ancora nessuna carta comune è stata scoperta, le carte iniziali, ad esempio, KD/QC ha la stessa forza, potenzialmente, della combinazione KS/QH: finche non appaiono i semi delle carte scoperte comuni non si può sapere quale di queste due paia di carte d’apertura ha più probabilità di formare un colore, e quindi il loro seme è in questo caso ininfluente. Diverso sarebbe il confronto tra una combinazione iniziale KD/QC con una KH/QH: in questo caso la seconda ha fin da subito molte più possibilità di avvicinarsi a un colore, ed è quindi senz’altro potenzialmente più forte.

Posta questa premessa che semplifica in buona misura l’analisi delle mani iniziali che ci possono capitare prima del Flop, possiamo riassumere le tipologie di combinazioni di apertura in 5 sole categorie riassuntive, e precisamente:

- coppie

- carte consecutive di colore

- carte consecutive non di colore

- carte non consecutive di colore

- carte non consecutive non di colore

Nei prossimi capitoli analizzeremo con attenzione ciascuna di queste 5 categorie, e valuteremo come è bene comportarsi al tavolo con ciascuna di esse.

Analisi delle possibili carte iniziali

Le carte iniziali che ci vengono servite in una mano di Poker Texas Holdem ci impongono la prima scelta fondamentale: entrare o meno a giocare la mano, cioè vedere (o chiamare) il controbuio e gli eventuali rilanci iniziali, oppure rilanciare a nostra volta, o al contrario lasciare la mano senza spendere nulla, se non il buio o il controbuio qualora fosse il nostro turno. Vediamo allora quali possono essere le carte iniziali, e come orientarci a seconda di esse.

Coppia o non coppia, colore o non colore, consecutive o no

La prime due differenziazioni riguardano il fatto se le nostre due carte iniziali formano una coppia: se così è, ovviamente esse non saranno nello stesso seme, e tratteremo più avanti come decidere il da farsi se abbiamo fin da subito una coppia; ovviamente la nostra strategia si baserà sulla forza della coppia servita, una coppia di Assi o di K implicherà comportamenti ben diversi da quelli opportuni per una coppia di 2 o di 3.

Se le prime due carte non sono invece in coppia, si pone la questione se esse sono dello stesso seme (in inglese “suited”) oppure di semi differenti (“unsuited”). Esse poi, d’altra parte, possono essere consecutive (“connected”) oppure non consecutive, cioè di valori che differiscono di una distanza in valore pari a 2 o più. Ad esempio, sono carte consecutive K/Q, 8/7, 4/3 e A/2, così come A/K. Carte non consecutive sono 2/4 o 8/10 (distanza di 1 spazio), così come 3/6 e A/J (distanza di 2), A/5 (distanza di 3 spazi), 7/2 (distanza 4), e così via.

Le distanze piccole formano più Scale

Una regola generale, e molto ovvia, afferma che più piccola è la distanza fra le nostre due carte non consecutive, più è alta la probabilità di fare Scala. Proviamo a immaginare di avere in mano 10 e 6. La nostra sola possibilità di fare Scala è che vengano scoperti sul tavolo un 7, un 8 e un 9. Se invece abbiamo 10/9, potremo combinare la nostra scala con tutte le possibili terne K/Q/J, Q/J/8, J/8/7 e 8/7/6.

Qualche eccezione

Ogni regola ovviamente ha le sue eccezioni, e infatti esistono due situazioni in cui carte consecutive possono formare rispettivamente una sola scala: una mano iniziale come A/K (pur essendo in sé ottima) può formare una sola scala, quella con Q-J-10 - ma comunque non c’è certo da lamentarsi, se ci viene servito un AK! - ; anche A/2 può formare una scala sola, poiché può allineare il trio 3-4-5 e nessun altro. Queste due combinazioni di carte iniziali, pur essendo internamente consecutive, possono formare un solo tipo di scala poiché si trovano alle estremità della serie dei valori delle 13 carte.

Altre eccezioni riguardano K/Q e e 3/2, poiché essendo impossibile andare oltre il valore dell’Asso, sia in senso crescente, che in senso decrescente, potranno rispettivamente formare solo una scala con l’Asso e una scala senza l’Asso (la prima combinazione detta ha bisogno di A/J/10 e J/10/9, la seconda di A/4/5 e di 4/5/6). Hanno un limite al numero delle scale possibili anche le mani iniziali Q/J e 4/3, ciascuna delle quali, secondo il meccanismo ormai chiarito, può formare solo tre scale e non di più (rispettivamente con A/K/10, K/10/9, 10/9/8 e con 7/6/5, 6/5/2, 5/2/A).

Per il resto...

Tutte le altre mani iniziali con carte consecutive, da 4/5 a J/Q, possono invece formare ben 4 differenti scale ciascuna, e questo le rende molto più interessanti rispetto alle carte non consecutive. Nel caso infatti si abbiano due carte con distanza pari a 4, l’unico modo di colmare l’abisso è veder apparire sul tavolo proprio le 4 carte che ci servono, altrimenti la scala non è proprio possibile.

Ma non c’è troppo da preoccuparsi: se si imposterà una strategia corretta, come questa Guida al Poker vuole aiutare a fare, sarà molto raro, se mai accadrà, che ci si venga a trovare a giocare con carte così distanziate, e in tal caso le si terrà solo se dello stesso seme, solo in circostanze molto particolari.