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Lo Stud a 7 carte: una sfida con cui vincere piatti importanti

Lo Stud a 7 carte è la forma più popolare tra tutti i giochi di tipo Stud, e lo è sempre stata fin da quando questa variante del Poker apparì nelle sale, attorno alla metà dell’Ottocento. Vi sono anche varianti a sei e a cinque carte, ma non sono nemmeno lontanamente paragonabili, in termini di diffusione, alla versione giocata con sette carte. Prevedendo alla fine di ogni mano 3 carte nascoste e 4 carte aperte per ciascun giocatore, lo Stud a 7 carte combina nel suo svolgimento alcune delle sorprese tipiche del Poker di tipo Draw (il classico Poker a carte tutte coperte che si vede nei film) con una buona quantità di informazioni fornite invece dalle quattro carte scoperte.

La dinamica di gioco dello Stud a 7 carte comprende ben 5 turni di puntate, che possono portare a piatti molto ricchi. Un buon giocatore di Poker Stud a 7 carte deve possedere una mente molto attenta e un’ottima capacità di autocontrollo. Per sfruttare al meglio le informazioni disponibili è necessario che egli sappia correlare efficacemente tutte le carte in suo possesso con le carte scoperte servite a lui, ma anche agli avversari ancora in gioco, e ancora con quelle servite in precedenza ai giocatori che hanno abbandonato la mano, carte quindi non più visibili. In questo modo egli può stimare le probabilità di combinare il proprio punto, così come le chances che ha l’avversario di arrivare a chiudere una combinazione.

Nello Stud a 7 carte può presentarsi quasi qualsiasi mano.

Questo è molto diverso da quanto accade nel Poker Texas Hold’em, nel quale un Full o un Poker non può formarsi a meno che tra le carte comuni vi sia una coppia, mentre un colore è impossibile se sul tavolo non vi sono tre carte dello stesso seme. Con un numero di possibilità quasi infinito, lo Stud a 7 carte è un po’ come un gigantesco rompicapo, un puzzle. Il giocatore deve associare in un unico ragionamento la conoscenza delle carte scoperte, sue e altrui, quella delle proprie carte coperte, e ancora l’andamento delle puntate precedenti, e trarre da tutti questi elementi una propria stima sulle probabilità che uno degli avversari abbia chiuso una delle possibili mani che le sue carte scoperte consentono. Essendovi ben cinque turni di puntate, combattere su un piatto può risultare piuttosto costoso, specie se si ha in mano la seconda tra le combinazioni più forti della mano, destinata quindi a perdere.

Se non si è mai giocato a Stud a 7 carte…

Lo Stud a 7 carte richiede pazienza: poiché vengono servite tre carte dal mazzo, prima del primo turno di puntate, è necessario che queste tre carte abbiano una buona potenzialità di combinarsi tra loro, affinché valga la pena di entrare in gioco nella mano. In effetti, la decisione più critica è proprio quella se entrare o meno in gioco dopo la “terza strada” (in inglese “third street”) cioè subito all’inizio, dopo che le carte iniziali sono state servite. La successiva decisione cruciale riguarda il proseguimento della mano dopo che è stata servita la seconda carta scoperta (in totale, oltre alle proprie tre, la “quinta strada”). Nei tavoli a limite fisso di puntata, ad esempio 6$ - 12$, dalla quinta carta in poi l’importo delle puntate raddoppia. C’è un vecchio detto che riguarda lo Stud a 7 carte: se vai a vedere alla quinta strada, hai comprato un biglietto diretto per il River, cioè per l’ultima carta.

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