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Capire le situazioni: vi stanno bluffando o è una value bet?

Martedì 15 Marzo, da Andrea Lazzo

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Il poker, si sa, nella sua anima è un gioco basato in buona parte sul bluff. Proprio il suo nome, molti storici lo associano a vari termini in varie lingue, tuttavia concordanti sul senso del suo significato: bluffare. Abilità di ogni buon giocatore, quindi, è capire se le puntate dei nostri avversari rispecchiano un reale possesso di un determinato punteggio oppure rispondano più ad una logica di bluff, che tende principalmente a disinibire gli avversari dalla prosecuzione del gioco. Per fare ciò bisogna conoscere bene le strategie del poker.

Il poker, ovviamente, comprende altri tipi di bluff, come ad esempio il check con punteggi forti, tipici della strategia check&raise. In questa sorta di bluff, si vuole cercare di creare l’effetto opposto di quello prima descritto. Non si vuole disinibire gli avversari nella prosecuzione del gioco ma bensì incentivarli o sperare che questi abbiano un buon punteggio per poter rilanciare con il proprio.
 

Bluffare per disinibire il gioco avversario

Una value bet è una puntata che segue all’ottenimento di un punteggio. In questo caso, quindi, una value bet è il contrario di un bluff. Un giocatore che punta senza nulla esegue un bluff, mentre un giocatore che punta avendo un determinato punteggio (solitamente alto) effettua una value bet.

Chiarita la definizione di value bet, proviamo a capire quando un giocatore è portato a bluffare.
Sicuramente, uno dei casi statisticamente più soliti al bluff, è quello in cui un giocatore è costretto a puntare o ad andare in all in per la scarsa consistenza del proprio stack. Succede molto spesso, soprattutto con bui elevati, che un giocatore con uno stack ridotto non paghi un big blind nella lunga attesa di un giro fortunato ma che piuttosto provi una sorta di giro fortunato in cui o la va o la spacca.

Se un giocatore è costretto a pagare un call che equivale a metà del proprio stack, ad esempio, non aspetterà di arrivare al suo turno di big blind in all-in ma piuttosto cercherà di vincere qualcosa il prima possibile, magari rubando i bui. Un all in che equivale anche solo a 3-4 volte i bui, potrebbe dargli l’occasione di riprendere un po’ di ossigeno. Al tempo stesso, potremmo capire il suo gioco e quindi chiamare l’all-in.
 

Il tipo di giocatore

Un giocatore di tipo tight passive, che non chiama o rilancia mai tranne se non possiede effettivamente di buone carte, è facilmente prevedibile se ad un certo punto effettua una continuation bet dal preflop o dal flop. Sicuramente, non è il tipo di giocatore che eseguirebbe un bluff di questo tipo.

Un giocatore di tipo loose aggressive,  invece, può chiamare o rilanciare anche con punteggi non preoccupanti. In tali casi non sarebbe neanche un bluff totale bensì un semi-bluff, che potremo tranquillamente controllare nel caso disponessimo di un buon punteggio. Se decidiamo di farlo fuori, non dobbiamo farci problemi e andarci già duro alla prima buona occasione. Assicuratevi, però, che il giocatore sia più aggressivo che altro, e che non sia un tight aggressive, il quale magari diventa aggressivo dopo uno studio attento.
 

Altri fattori per distinguere un bluff da una value bet

Oltre allo stack e al tipo di giocatore, la differenza tra bluff e value bet possiamo ritrovarla negli elementi esterni al tavolo, come ad esempio atteggiamenti frenetici, parlantine e così via. Solitamente, un giocatore che effettua una puntata alta ed aspetta la risposta di un giocatore, è portato ad essere più spigliato del solito, a mostrare sicurezza e di parlare. Molte volte questo è sintomo di un bluff. Parlare sorridendo fissando l’area di tavolo presente davanti a sé, molte volte nasconde un bluff. Guardare molte volte le proprie carte, invece, se da una parte è sintomo di insicurezza, dall’altra potrebbe  indicare la presenza di una scala o di un colore. In entrambi i casi, si tratterebbe di un giocatore inesperto.
 

Bluff Online

Se si gioca online, l’elemento corporeo non c’è e quindi non si possono osservare mani, occhi o la voce dei propri avversari. In questo caso è necessario, maggiormente che in tutti gli altri luoghi di gioco, focalizzare bene il tipo di giocatore e il tipo di puntate che questi effettuano. Partita per partita, ricordatevi con che logica rilanciano, puntano e cercate di ricordarvi ogni punteggio finale reso visibile. State bene attenti a coloro che mostrano il punteggio senza che lo showdown sia obbligatorio. Sarà un modo per indurvi a pensare che non bluffano ma in realtà sarà vero tutto il contrario.