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Heads up: il gioco del poker testa a testa

Martedì 04 Gennaio, da Andrea Lazzo

pokr chips and cards

Per Heads Up nel poker s’intende l’uno contro uno o per meglio dire il testa a testa. L’heads up è sia una modalità di gioco a sé stante, sia un punto d’arrivo di ogni torneo di poker. Infatti, anche nelle WSOP, quando rimangono gli ultimi due giocatori, si parla dell’Heads Up finale. Nei sit 'n go di tipo heads up, si gioca in due, partendo da stacks identici fino a quando uno dei due non perde tutte le proprie chips. Questa modalità di gioco presenta alcune caratteristiche che andiamo ad illustrare.


Caratteristiche del gioco Heads Up

Una delle caratteristiche del gioco Heads Up è l’incidenza delle odds. Infatti, giocando solo in due, la probabilità che un alto punteggio di preflop sia inferiore a quello dell’avversario è ben più bassa rispetto a quella di tavoli con più giocatori. Se si gioca in dieci e possiedo una coppia di Jack, vi sarà un’alta probabilità che qualcuno possieda almeno un Q, un K, un Asso, se non proprio una coppia più alta. Giocando in due, al contrario, l’incidenza di determinati punteggi varia notevolmente. Così, una coppia di Jack o il possesso di una coppia alta, potrebbero essere un’ottima base di partenza e un sicuro vantaggio. Per questo motivo l'heads up richiede una strategia di poker diversa da quella con più giocaori.

 

La posizione e i bui

Giocare in due significa che la posizione del dealer si alternerà a ogni mano. Una volta sì e una non dovremo pagare lo small blind e il big blind. Questa caratteristica diventerebbe rilevante se decidessimo di adottare una tattica volta a rubare i bui. Rubare  i bui può rivelarsi fondamentale in una partita arrivata a livelli di BB molto elevati. In caso si rilanci un BB pari ad 1/5 del proprio stack, difficilmente un giocatore andrà a chiamare un tale rilancio se non possiede due carte rassicuranti.

 

Le carte del Pre-flop

Nell’heads up il preflop può essere una fase determinante. Ogni giocatore deve partire dall’idea che se si gode di un buon punteggio di preflop è difficile che l’altra parte ne abbia uno superiore. E’ probabile, ma è comunque difficile. Considerato ciò, si ipotizzi un nostro big blind e un successivo rilancio avversario. Con una coppia di K, che faremmo? Non andremmo a vedere? In questo caso, il consiglio non è solo quello di vedere, ma di contro-rilanciare. Questo per due motivi: il primo è capire se effettivamente il giocatore avversario non stia bluffando; il secondo è per far capire che godiamo anche noi di un buon punteggio e che se l’avversario crede davvero di poter far meglio, dovrà svenarsi. Questa situazione, nelle partite heads up è molto ricorrente. Soprattutto a livelli con big blind elevati, i giocatori cercano di intimorire l’avversario contro rilanciando. Questa mossa, nel caso il big blind abbia delle carte mediocri, si rivela anch’essa come una tattica azzeccata.

 

Il flop nell’heads up

Nonostante il preflop possa essere determinante, per buona parte della partita di heads up è il flop a  costituire il campo di battaglia. Infatti, proprio per il fatto di giocare in due, ai primi livelli si chiameranno tantissimi big blind con carte anche mediocri: un flop a basso prezzo non dispiace a nessuno. Nelle prime fasi di gioco, il flop può creare situazioni in cui entrambi i giocatori possono sperare (e pagare) fino al river. Sebbene accada poche volte, nell’heads up la partita finisce in queste fasi solo quando entrambi i giocatori hanno un punteggio molto alto e arrivano all’all-in.

 

La psicologia nelle partite Heads Up

Il gioco heads up, soprattutto quando online, è un gioco molto rapido. Ogni minuto possono esserci anche 5-6 partite. Lo stress e la velocità possono incontrare un altro complice nel tipo di avversario che abbiamo di fronte, il quale può essere un tipo aggressivo, uno che ci fa attendere molto, uno che chatta troppo, uno che insulta e così via. Se a questo aggiungiamo situazioni in cui lo stesso avversario bluffa o rilancia a sproposito, possiamo capire come in determinate situazioni si può perdere la calma e giocare poco lucidamente. Un elemento da non sottovalutare, quindi, è il proprio ritmo di gioco e lo studio dell’avversario, sia da un punto di vista tattico, sia dal punto di vista psicologico.