Prendere decisioni in una mano di Poker
Lunedì 25 Agosto, da Paolo De Lazzari
Le opportunità tattiche che si presentano di frequente sono molto importanti, anche quando la perdita che può venirci da una decisione sbagliata è limitata, perché se quell’errore si ripete spesso alla fine il risultato sarà una perdita complessiva rilevante.
Difendere sempre il proprio Buio nel Texas Holdem, ad esempio, è una di queste decisioni: si ripresenta a ogni giro del tavolo, con regolarità. Se difendiamo sempre il nostro Buio, cioè giochiamo la mano anche con carte non opportune, significa che investiamo una certa somma in varie occasioni in cui non dovremmo. Alla fine dell’anno questi errori si sommano.
Un esempio pratico
Immaginiamo di giocare a Texas Holdem con limiti 20/40$, con Buio a 5$ e Controbuio a 10$, e che la nostra tattica sia di giocare sempre quando siamo di Buio, anche se abbiamo carte basse, come 7H+2C e simili. Pensiamo anche, per semplicità, che non vengano mai effettuati rilanci sul nostro Buio.
In base alla distribuzione casuale delle carte, la probabilità ci dice che ci troveremo a perder per circa un terzo delle volte. Se giochiamo circa 30 mani all’ora, in questo periodo di tempo saremo di Buio 3 volte. se una su tre è perdente, significa che questa decisione ci fa perdere 5$ all’ora. Può sembrare poco, ma dopo 1000 ore di Poker sono 5000$ perduti. E questo fa un certo effetto, in un tempo dopo tutto così limitato…
Le decisioni sono frequenti
Giocare correttamente richiede un gran discernimento, che si apprende con l’esperienza, non sui libri. Per quanto bravi possiamo diventare, non arriveremo mai al punto in cui le decisioni saranno sempre tutte giuste. Ma questo non importa: se sapremo tenerci dal lato che ci permette di evitare errori catastrofici, questo significherà cominciare come si deve.
Le decisioni costose
Le decisioni che, quando si presentano, possono costare una cifra rilevante, sono anch’esse importanti, anche se sono poco frequenti. Decidere se giocare o abbandonare quando il River è stato scoperto, e il nostro avversario ha rilanciato su un piatto ricco, è una decisione importante.
Se commettiamo l’errore di chiamare, di andare a vedere il punto, e scopriamo di aver perso, commettiamo un errore, ma non un errore cruciale. Se invece abbandoniamo la mano quando abbiamo le carte vincenti, ecco, allora commettiamo un errore cruciale, poiché in questo caso esso non ci costa solo l’importo del rilancio, ma quello dell’intero piatto.
Ottenere un bilancio positivo
Ovviamente non bisogna concludere che la scelta corrette è sempre chiamare, quando c’è sul tavolo un piatto ricco e qualcuno rilancia, e noi crediamo di poter avere la mano migliore, ma basta che la decisione sia corretta un discreto numero di volte per far sì che, vincendo qualche piatto importante, il bilancio diventi positivo. Ad esempio, se il piatto ha un valore pari a dieci volte il rilancio che dobbiamo aggiungere, basterà vincere poco più di una volta su dieci perché la decisione di chiamare si dimostri globalmente vincente.