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Puntare al River: quando farlo

Martedì 04 Gennaio, da Andrea Lazzo

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Nel Poker la puntata al river rappresenta un argomento di discussione. Per chiarire le idee su questo argomento, bisogna innanzitutto distinguere se si consideri il gioco Limit o il gioco No Limit. Questo, ovviamente, perché tale elemento influisce a seconda che il river possa essere oggetto di un all-in, nelle partite con livelli ancora bassi, oppure di una semplice serie di contro-rilanci. Giocate con la strategia di poker giusta per la fase del river!

Il più delle volte, puntare in fase di river può significare il voler dare un peso al proprio punteggio, cercando di eliminare chi è arrivato a tale fase con un progetto. Altre volte invece, si predilige puntare sul river per bluffare, magari avendo sul board 3/5 di Colore di Scala. Altre volte ancora, può succedere i chiudere per davvero un progetto, anche se non è detto che si debba per forza puntare. Si potrebbe aspettare, ad esempio, una puntata altrui per contro-rilanciare. Il punto, infatti, è proprio questo. Puntare o contro-rilanciare?
 

Puntare o Contro-rilanciare?

Come dicevamo pocanzi, se col river ci “entrasse” la quinta carta di un progetto, sia questo una scala o un colore, cosa faremmo? Ovviamente, la cosa più istintiva, sarebbe quella di puntare. Molti giocatori, tra cui anche tanti professionisti, tuttavia non considerano questa mossa sempre esatta. Il motivo è semplice. Se puntassimo forte, innanzitutto, potremmo disinibire totalmente gli altri giocatori dal chiamare, in quanto sarebbe evidente (dato il board) il nostro tipo di punteggio (sempre che non stiamo bleffando). Quindi, nel caso stessimo bluffando, puntare molto forte sul river con 3/5 di progetto si presenta come un altissimo rischio, ma potrebbe avere un determinato senso.

Un altro caso, invece, è quello in cui abbiamo realmente un progetto chiuso in mano. Se puntare forte potrebbe disinibire, puntare poco potrebbe essere dannoso per lo stesso motivo. Infatti, se puntassimo poco, non trarremmo tutto il profitto proporzionale alla forza del nostro punteggio, ma ci accontenteremmo di un call che avremmo anche in caso di una high pair. Invece, se lasciassimo parlare gli altri, potremmo trovarci di fronte ad una puntata (e se siamo fortunati anche ad un contro-rilancio avversario su questa puntata) che potremo rilanciare. In questo caso, avremmo ottenuto pane per i nostri denti. 
 

I Casi

Considerando sempre la situazione in cui ci trovassimo alla fine e adottassimo un check&raise, ovvero aspettassimo che qualcuno punti per poter rilanciare, potremmo trovarci di fronte a dei casi particolari.
Prima di rilanciare o contro-rilanciare sul river, bisogna stare bene attenti ai possibili punteggi ottenibili dalle carte del board. Ad esempio, se avessimo un colore con un Asso suited in mano, dovremmo preoccuparci esclusivamente nel caso sul board ci sia una coppia. Ad esempio, se al river le carte sul tavolo fossero 5, 7, 9, K, 5 potremmo cadere in una sorta di tranello ottico che ci indurrebbe a sminuire i punteggi avversari. Tuttavia, se in questo caso un avversario avesse in mano due 7, avrebbe full, il quale punteggio batterebbe il nostro colore.

Lo stesso discorso vale per la scala. Assicuratevi, in caso di rilanci, che abbiate la più alta scala possibile. In ogni caso, tenete bene a mente da quale fase di gioco il vostro avversario inizi a “guidare il gioco”: in questo modo potrete capire quale sia stata la carta “chiave” che gli ha dato il punteggio.