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La Selezione delle Mani

Giovedì 01 Ottobre, da Errico Paoletti

Pile de cartes de poker

I primi euro di piccolo buio e grande buio sono stati messi. Adesso arriva il momento cruciale. La distribuzione delle carte. In quei secondi che ci separano dalla vista privata,  inesorabili e fatali come saette, le domande penetrano nella testa di ciascuno. “Quali carte avrò? Saranno buone? Mi conviene rischiare o aspetto il prossimo turno?” Per pochi secondo la maggior parte dei cervelli si assomigliano tutti. La risposta ci mette poco ad arrivare. Il Caso detta il suo corso e finalmente, in questa partita di Texas Hold’Em, posso guardare. Eh già. Il difficile viene adesso, perché a meno che non abbia una coppia servita, cosa che comunque non mi garantirà necessariamente la vittoria, bisognerà fare le prime valutazioni. Ci sono mani e mani. Forti. Intermedie. Modeste. Creative. Spazzatura. Sono le cinque tipologie classiche. Nessuna è vincitrice al 100 per cento. Nessuna è perdente al 100 per cento. L’ultima parola spetta a te.

 Le mani forti

Due Re (K), Regina/Donna (Q) e Assi sono le coppie più forti. Trovarsene due in mano subito è un ottimo modo per partire alla grande, potendo già ragionare su rilanci e contro-rilanci. Attenzione però a non scoprirsi troppo. Far capire subito le proprie intenzioni potrebbe indurre i giocatori a lasciare la mano, ritrovandosi così a raccogliere il minimo sindacale invece di un piatto ricco. Spesso la grande difficoltà è proprio quella. Per informazioni, seppur non trattandosi di Texas Hold’em ma di poker classico, rivedersi come Terence Hill o Paul Newman giocano, vincendo grossi cifre nei film “…continuavano a chiamarlo Trinità” e “La Stangata”. Un solo avviso: loro barano, quindi non vanno imitati, ma la conduzione di un gioco forte fin dall’inizio è ugualmente esemplare.

Mani intermedie

Sono considerate mani intermede le coppie di Jack, 10, Asso + Regina (Q) o Asso + Jack. Qualcuno, già in partenza, potrebbe avere di più. Un piccolo rilancio, non superiore a tre volte il buio, può costituire un ottimo modo per valutare chi ha intenzione di andare avanti, e quindi, in base alla sua risposta (possibile un eventuale nuovo rilancio), farsi un’idea di chi si dovrà affrontare per vincere il piatto. Se il rilancio pre-flop è esageratamente alto, una tecnica prudente può essere quella di abbandonare, rimettendoci dunque poco. Il bluff però è sempre in agguato. Tenere d’occhio il piatto personale del giocatore che spara forte è un elemento che può fare la differenza nell’intera conduzione della partita.

 Mani modeste

La tempra di un giocatore la si capisce quando la propria mano è ambigua. Né troppo forte per puntare a prescindere da rilanci, né troppo debole per essere certi di abbandonare. Le combinazioni in questo caso riguardano Re + Fante, Re + Regina, Regina + Fante, l’Asso insieme a qualsiasi altra carta, una coppia numerica. Chi abbandona con queste carte viene passato per dilettante, il trucco sta nel proseguire senza rilanci o comunque mantenere un profilo basso. Sarà il flop con le tre carte comuni a far capire se ha senso andare avanti o meno. Ma se questa è una linea teorica, il discorso è propriamente soggettivo. Il modo in cui gli altri giocatori si comporteranno e la disponibilità delle proprie finanze sono fattori che, fatevene una ragione, ci metteranno del loro per complicare il ragionamento.

 Mani creative

Parafrasando il celebre film di Steven Spielberg, le mani creative le potremmo riassumere in questa espressione: “Alla ricerca del colore o della scala perduta”. Due carte dello stesso seme, ancora meglio se dello stesso colore progressive, rappresentano una interessante possibilità. I consigli degli esperti parlando di non vedere mai i rilanci pre-flop. Il consiglio è discutibile poiché un rilancio di poco potrebbe offrire la possibilità per lo meno di arrivare al flop. Se con le tre carte in tavola non ce ne saranno almeno due di buone, ponendoci nella situazione di andare per una, lasciare è un obbligo.

Mani spazzatura

Qualunque figura in coppia con una carta numerica, come una Regina e un 7, un Fante e un 4, e così via, sono considerate “mani spazzatura”. Una combinazione che non vale nemmeno la pena di provare a vedere come si mettono le cose. Il consiglio degli esperti è quello di neanche stare a guardare le puntate altrui. Lasciare la mano in attesa di tempi migliori. Se simili carte ci dovessero capitare in mano quando siamo in posizione di “grande buio”, e se nessuno alza il tiro, ma il resto dei giocatori si limita o a puntare quanto già messo per regolamento o a foldare (lasciare), a quel punto tanto vale vedere cosa le tre carte del flop regaleranno, e chissà.

Il poker è tecnica. Il poker è strategia. Queste regole funzionano per mantenere un certo equilibrio. Va ricordato un fatto però. Il poker, come tutti i giochi cartacei è anche Fortuna. La peggiore delle mani, con un po’ di audacia, potrebbe trasformarsi anche nella più fortunata. Ma è ovviamente solo una delle tante possibilità. Questo è il bello del gioco d’azzardo.