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Giocare allo Short Table

Martedì 04 Gennaio, da Andrea Lazzo

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Per short table si intende un tavolo con massimo sei giocatori. Questo si distingue dal tavolo full ring che ne prevede un massimo di dieci. In questo articolo vogliamo evidenziare il tipo di  strategia di poker e mentalità da adottare nel tavolo short, in quando abbastanza diverso da quello più ampio. Questa situazione di gioco può aversi sia nel caso un tavolo sia aperto con un massimo di 6 giocatori, oppure quando, alla fine di un sit’n’go o di un torneo, si arrivi in questa fase con gli ultimi sei giocatori in gioco. A questo punto, il giocatore dovrebbe chiedersi, in effetti, se cambiare tattica o meno rispetto a quella adottata fino a quel momento, in quanto il gioco dello short table presenta alcune precise peculiarità.

 

Short Table e Full Ring

Tra short table e full ring vi è una differenza sostanziale, oltre che per il numero dei giocatori previsti, anche per quanto riguarda il preflop. E’ in questa fase di gioco, infatti, che le differenze tra le due situazioni si fa sentire maggiormente. Nello short table, percentuali alla mano, avremo più possibilità di far valere determinati punteggi. Essendoci meno giocatori, diminuiscono le possibilità che qualcuno possa controbatterci. Se ad esempio ho una high pair, in quale tavolo ho più possibilità che nessuno abbia qualcosa di meglio? Nello short table o nel full ring. La risposta è abbastanza ovvia.

 

Short Hand

Nel tavolo con massimo 6 giocatori, potremo sfruttare alcune situazioni. La prima è quella in cui conosciamo alcuni giocatori al nostro tavolo e sapremo quando sfruttare o meno determinati punteggi di preflop. Ad esempio, se ci troviamo in un tavolo con un giocatore abbastanza scarso, sapremo che la nostra coppia di Q potrebbe bastare a fargli chiamare qualche rilancio. Se sappiamo che lo stesso giocatore è un loose aggressive, un aggressivo tutt’altro che esperto, potremo sicuramente far valere il valore dei nostri preflop. Ovviamente, anche in questo caso molto viene deciso dalle community card, ma sfruttare un punteggio di preflop è proprio ciò che potrete fare nello short table per fare la differenza. Inoltre, se ci trovassimo in posizione e con una buona coppia, potremo sfruttare i rilanci dello stesso giocatore, a condizione che si sia certi che lo stesso non abbia qualcosa di effettivamente troppo alto.  Se ad esempio, un giocatore con due assi è solito rilanciare in modo spropositato, con una coppia di K in mano potremo vedere tutti i suoi rilanci (tenendo bene presente ciò che fornisce il board) e magari contro rilanciare alla fine. Nello short table, contro rilanciare con attenzione in preflop potrebbe farci vincere la partita.

 

Rubare i bui nello short table

Se si parla di rilanci e contro rilanci, si deve parlare anche di fold. Non è detto, infatti, che se abbiamo delle buone carte, poi queste potremo sfruttarle al massimo. Al contrario, invece, molte volte capiterà di vedere i nostri avversari foldare. Infatti, se da una parte lo short table offre meno giocatori in grado di esporsi con il proprio punteggio, dall’altro, per lo stesso motivo, questi potrebbero foldare in massa ad un nostro rilancio sui bui. Questa situazione, però, dovrebbe farci pensare alla possibilità, con due carte alte ad esempio, di rilanciare sui bui, magari in posizione di small blind o quando siamo i primi dopo il big blind. In questo caso il nostro rilancio potrebbe farci vincere dei bui al fronte di un rischio relativamente basso.