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Bluffare e semi-Bluffare per arrivare a vincere

Mercoledì 05 Novembre, da Paolo De Lazzari

play poker

Analizziamo più a fondo i due tipi principali di bluff, quello classico e il cosiddetto semi-bluff, ai quali si è accennato nel primo articolo della serie sul bluff.

Il bluff classico  

Bluffare verso la fine con carte molto deboli.
Questa modalità è quella del bluff classico che ha dato origine a molte scene madri nei film western.  Consideriamo la situazione: abbiamo di fronte un avversario o al massimo due, abbiamo in mano delle carte senza speranze, era magari un tentativo di scala che non si è concretizzato oppure un colore che è fallito strada facendo. 

Se dovessimo mostrare le nostre carte non avremmo nessuna possibilità di vincere.
E allora puntiamo, pensando tra noi e noi: senza rischio non si ottiene niente.  Se qualcuno viene a vedere il nostro bluff, perdiamo la puntata che avremmo risparmiato se avessimo semplicemente passato. 

Ma passando o vedendo, ovviamente, abbiamo la certezza di perderlo, quel piatto, perché le nostre carte non hanno nessuna speranza in un confronto diretto.  Se invece puntiamo, c’è sempre la possibilità che il nostro avversario o i nostri avversari lascino.  Se infatti non vengono a vedere, noi vinciamo il piatto intero, è ovvio. 

Un esempio pratico

Con il nostro solito esempio, pensiamo che il piatto contenga 10 dollari e che la puntata ci costi 1 dollaro.  Non è necessario che il nostro bluff abbia successo tutte le volte e neanche la maggior parte delle volte, perché esso sia comunque una buona decisione. 

Se il bluff fallisce 9 volte e funziona alla decima, alla lunga il risultato sarà comunque una vincita.  Avremo, infatti, perso per 9 volte 1 dollaro, per un totale di 9, ma la decima volta vinceremo 10 dollari, per un guadagno netto di 1 dollaro.  Questa cifra può anche non essere un profitto spettacolare, ma è sufficiente a provare che il bluff deve aver successo solo una volta ogni tanto per essere giustificato, cioè perché ne valga la pena.

Il semi bluff

Quando molte carte devono ancora essere scoperte.
Quando ancora ci sono molte carte da scoprire, e noi bluffiamo, abbiamo solitamente due modi di vincere.  Il bluff può funzionare per proprio merito, portando uno o più avversari a lasciare anche se hanno in mano carte migliori delle nostre. Ma c’è anche la possibilità che, andando avanti nel gioco, ci arrivino una o più carte utili a completare una combinazione vincente, facendo sì che quello che partiva come un bluff, diventi, in realtà, un gioco con carte solide. 

Un esempio pratico

Pensiamo di essere ad un tavolo di Poker Texas Hold’em e di aver rilanciato prima del Flop con mano KH e QH.  Altri 2 giocatori vengono prima a vedere.  Supponiamo che nel flop vengano scoperte JD, SH, 4H.  Se effettuiamo una bella puntata dopo il flop, abbiamo un buon numero di modi per vincere questo piatto.  I nostri avversari possono lasciare e, allora, vinceremo subito. 

Ma anche se uno o entrambi vengono a vedere, non abbiamo ancora molto da preoccuparci.  Dopo tutto ci sono ancora 9 carte di cuori (H) nel mazzo che possono completare il nostro colore.  Per di più ci sono ancora in giro 3 K e 3 Q che ci darebbero una coppia probabilmente superiore a qualunque coppia i nostri avversari abbiano in mano, e ancora ci sono tre 10 nel mazzo, a parte il 10 di cuori che completerebbe il colore, e se uscisse un 10 otterremmo una scala bilaterale.

  In sintesi ci sono nel mazzo un buon numero di carte che a noi vanno bene e questo costituisce per noi un grosso potenziale.  Quando, infatti, abbiniamo la possibilità di realizzare la mano migliore con il turn o con il river con la possibilità che i nostri avversari lascino la mano a seguito della nostra puntata, siamo probabilmente in una situazione tale da essere i favoriti per vincere il piatto in un modo o nell’altro.