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Poker Omaha: come si gioca

Martedì 16 Dicembre, da Paolo De Lazzari

pokr chips and cardsOltre al Texas Hold’em (THE), re incontrastato delle sale da Poker sia reali che virtuali in questi ultimi anni, vi sono diverse altre varianti del Poker interessanti e praticate, sulle quali è utile quanto meno avere un’idea. Per alcuni giocatori queste varianti meno popolari costituiscono la forma di gioco preferita, per le diverse situazioni che propongono e per i conseguenti ragionamenti e meccanismi.

Queste differenze inoltre possono aiutare tutti i giocatori, anche i fedelissimi del THE, a riflettere sulle proprie azioni e ad acquisire un’elasticità mentale utile anche nel proprio tipo di gioco preferito. Anche l’Omaha è un Poker di tipo Community, come il THE, cioè una variante che prevede alcune carte private, distribuite personalmente a ciascun giocatore e valide solo per lui, e alcune carte comuni, che tutti i giocatori possono utilizzare per formare combinazioni con le proprie carte nascoste (dette in inglese “in the Hole”, cioè “nella buca”).

Le Regole

Nell’Omaha le carte personali sono quattro, e la regola impone che si debbano usare due di esse per formare la combinazione finale. Vengono quindi via via scoperte le carte comuni, prima le 3 del Flop, poi una per il Turn, infine l’ultima detta River. Data la necessità di usare due delle proprie carte, ciascun giocatore potrà usarne solo tre di quelle comuni per arrivare a formare la sua combinazione finale.

Questo è un aspetto che crea spesso incertezze e momentanee illusioni nei giocatori che si accostano all’Omaha avendo alle spalle esperienza di THE: se vi sono sul tavolo quattro carte dello stesso seme, e se il giocatore ha in mano una carta anch’essa di quel seme, a prima vista potrà pensare di avere un colore, ma non è così.

Dovendo usare infatti due delle sue carte nascoste, per avere colore il giocatore dovrà averne in mano due dello stesso seme, per combinarle con tre di quelle sul tavolo (non ne basta una sola, infatti). Situazioni simili, a cui prestare attenzione, si presentano se sul tavolo ci sono carte in scala. Simmetricamente, un giocatore che ha in mano carte nascoste tutte e quattro dello stesso seme non avrà affatto una massima probabilità di formare un colore, poiché potrà usarne a questo scopo solo due, e non tutte quante.

Differenze tra il Texas Hold em e l’Omaha

Come si può intuire, questa diversa regola apre una serie di scenari completamente differenti da quelli tipici del Texas Hold’em. Le possibili combinazioni basate su due carte private scelte tra quattro sono ovviamente molte più di quelle formabili con solo due carte, il che rende più difficile la “lettura” della mano altrui, cioè l’intuizione su quali carte gli avversari possano avere in mano.

Man mano poi che si scoprono le carte comuni, gli scenari possibili vengono a variare anche sostanzialmente: una delle carte personali che al giro precedente sembravano inutili può diventare ad un tratto fondamentale, e ribaltare una mano debole. Questo porta molti giocatori a praticare un gioco più aperto e avventuroso (loose) nell’Omaha che nel Texas Hold’em, poiché le possibilità di cambiare sostanzialmente le sorti di una mano che parte debole sono percepite essere maggiori.

Il Bluff nell’Omaha

Dal punto di vista del bluff, poi, la difficoltà di interpretazione delle mani altrui sembra rendere l’Omaha più adatto ai buoni dissimulatori. Valutare la forza effettiva della propria mano non è semplice, e il rischio che una carta comune successiva faccia scendere di livello una partenza che sembrava potente è un rischio effettivo. Quindi, secondo alcuni, l’Omaha estremizza le strategie di gioco: chi è aperto gioca ancora più spavaldamente, mentre chi è prudente tende a giocare in modo ancor più chiuso. Torneremo sull’argomento, anche per trattare le varianti dell’Omaha, tra cui la Hi-Lo, complessa e a suo modo affascinante.

Leggi anche su:
L'importanza del bluff nel poker Texas Holdem
Altre varianti del poker:
H.O.R.S.E
Stud a 7 carte


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