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Gioco di prestigio

Giovedì 16 Ottobre, da Paolo De Lazzari

Reflexion stratégiqueBluffare è il tocco magico del poker. E’ il “gioco di prestigio” che costituisce la parte artistica e drammatica di questo gioco.

Nel momento del Bluff si creano i miti. Dopotutto, che cosa sarebbe un film western senza una scena di poker in cui un giocatore cerca di bluffare contro un altro per vincere un piatto enorme? Per chi non conosce il poker, o per chi ne ha solo una conoscenza superficiale, il bluffare è l’argomento su cui si concentra l’attenzione quando si pensa a questo gioco.

Cos’è, dunque, il Bluff?

Chiediamo alla maggior parte dei giocatori di poker di definire il Bluff ed essi ci risponderanno che si tratta di puntare su carte deboli nella speranza di costringere gli altri giocatori ad abbandonare il piatto.

Dopotutto, senza il Bluff il poker sarebbe un gioco noioso, si effettuerebbero le varie puntate e la mano migliore vincerebbe, sempre e comunque. Le carte, infatti, pareggiano i conti sul lungo periodo. Senza la possibilità di bluffare, ciascun giocatore avrebbe le stesse aspettative di vincita di tutti gli altri, e alla fine dei conti, dopo un lungo periodo di gioco, nessuno vincerebbe nulla.

Il bluff distingue fra i vincenti e i perdenti

Alcuni giocatori vincono quasi sempre, e altri quasi sempre perdono. Ed è spesso il Bluff,  o più precisamente la possibilità che quel determinato avversario stia bluffando, che contribuisce in misura sostanziale a distinguere i giocatori vincenti da quelli perdenti.

Bluffare, e solo una forma di dissimulazione, e la dissimulazione è una componente essenziale nel gioco vincente del Poker.

Dopo tutto, se i nostri avversari sapessero sempre che carte abbiamo in mano, sarebbe molto difficile batterli. La dissimulazione è l’arte di lasciarli sempre nel dubbio. Come una finta a calcio, o una mossa diversiva di un pugile sul ring, la capacità di dissimulare è uno dei requisiti del giocatore di Poker.

Differenti tipi di bluff

Il bluff può assumere diverse forme. I motivi per cui decidere di bluffare di frequente possono andare dal tipo di carte che ci vengono servite, alle carte che pensiamo che i nostri avversari abbiano in mano, fino a quel che noi pensiamo che loro pensino delle nostre carte.

Puntare o rilanciare con niente in mano

Con questa tecnica, quando abbiamo in mano carte deboli agiamo come se ne avessimo di forti. La tattica può anche essere invertita: possiamo fingere di avere carte scadenti quando invece ne abbiamo di fortissime, in modo da attirare gli avversari in una trappola.

Puntare o rilanciare nei turni meno costosi del gioco

Possiamo usare questo sistema per ottenere una carta gratuita nel prosieguo della mano, quando il costo delle puntate è più alto.

Puntare effettuando un semi-Bluff

Un famoso teorico del Poker ha coniato il termine “semi-Bluff”, che ha definito come “…una puntata con carte iniziali che, se viste, non risulterebbero la miglior mano al tavolo in quel momento, ma che hanno una possibilità ragionevole di superare più avanti le mani che sono venute a vederle”. Con un semibluff, al contrario che con carte di nessun valore, un giocatore ha due possibilità di vincere.

La prima nel caso l’avversario si convinca che il giocatore abbia le carte forti che finge di avere, e abbandoni la mano. La seconda nel caso il giocatore che bluffa riesca a chiudere una combinazione forte, e a battere così l’avversario rimasto in gioco.